“Dipingi quello che ti pare”, disse.
Niente di meglio, prima di iniziare un nuovo lavoro, di uno struggente segno di fiducia (immeritata) da parte di una delle amiche del cuore.
Voleva un quadro fatto da me, chissà poi se per affetto, per stima o perché ero l’unica d’intorno in grado di farlo. (ora che ci penso, vorrei saperlo).
Non siamo state bimbe insieme, non ricordo corse insieme nei prati.
Ma l’immagine che ho pensato per lei è stata quella di tre bambini nel tramonto.
Mi ricordo una fiaba letta tempo fa, una fiaba tremenda come a volte le fiabe sanno essere.
Parlava di un bambino che giocava a nascondino con gli amici. Si nascondeva, ma poi nessuno lo cercava. Quelle cose stronze scritte apposta per rovinarti la giornata.
Quando lei mi chiese un quadro ancora non lo sapeva,
ma quando il quadro è stato appeso nella parete del salotto, il suo bambino era nato e già osservava curioso la novità.
Sono un po’ lenta, lo so,
ma sapessi che figurone presentarsi dopo un anno con un quadro dal titolo: Corri, Ale, corri!
I bambini sono tutti a giocare (corri, Ale, corri!)
